Descrizione
Il territorio del Comune di Pogno occupa la parte sud occidentale del Cusio. Comprende i centri abitati di Pogno, Prerro, Berzonno e Torlacqua disposti con diverse altimetrie.
Deve la sua origine al controllo delle vie d’accesso al lago d’Orta provenienti dalla Valle Sesia. Le prime tracce storicamente provate risalgono agli ultimi secoli del primo millennio, quando fu edificato un “castrum” di cui rimane la cinta muraria. Dopo la costituzione della Riviera di San Giulio, nel 1328 fu eretta la parrocchia che dipendeva dalla Pieve di Gozzano.
Per disposizione del Concilio di Trento nel 1565 si incominciò a redigere i libri parrocchiali che documentano l’evolversi della popolazione. Già a quei tempi era diffuso il fenomeno dell’emigrazione per motivi di lavoro. Con le rimesse dei migranti agli inizi del Seicento fu edificata la chiesa di Santa Caterina e ampliata la chiesa parrocchiale di San Pietro.
Il 6 luglio 1636, il paese, preventivamente evacuato, fu saccheggiato e dato alle fiamme da truppe franco- piemontesi.
Nel 1640 un lascito testamentario permetteva al cappellano di Santa Caterina di far scuola ai fanciulli.
Nel 1672 a Prerro fu istituita, su suggerimento dei migranti a Roma, la Compagnia della Morte che dopo una lunga diatriba con il parroco di Pogno portò nel 1791 alla costituzione della Parrocchia di San Bernardo d’Aosta che fu attiva fino al 1986. Nei primi anni del Settecento dalle catacombe di Roma furono trasferite le reliquie di san Prospero a Pogno e di san Bonifacio a Prerro.
Nel 1751 fu edificato il nuovo campanile della chiesa parrocchiale. L’avvenimento provocò non pochi contrasti perché gli uomini di Prerro, che da tempo chiedevano l’istituzione della parrocchia, non vollero contribuire alla realizzazione dell’opera e gli abitanti di Berzonno per protesta non vollero più condividere il Santo Patrono con Prerro e passarono a San Bernardo da Chiaravalle.
Il periodo napoleonico portò alla fine del potere vescovile e la Riviera di San Giulio passò ai Savoia e anche cittadini di Pogno parteciparono alle guerre risorgimentali.
Nel 1847 si era incominciato a estrarre il granito dalle cave di Alzo e molti contadini si impiegarono come minatori e scalpellini. La crisi di fine secolo costrinse gli scalpellini all’emigrazione e favorì l’inizio della lavorazione dei rubinetti.
La tradizione vuole che a proporre ai concittadini questa nuova attività, sia stato il sig. Pietro Piralla nativo di Pogno ed emigrato a Milano dove era diventato capo-officina in un’industria meccanica: la Gallieni & Viganò. Invitando i propri dirigenti a godersi nei pochi giorni di vacanza, la salubrità del clima e la bellezza dei luoghi di Pogno, fece loro apprezzare la disponibilità e la predisposizione della gente del luogo per la lavorazione dei metalli e li convinse a fornire alla loro iniziative artigianali la lavorazione di parti e accessori per rubinetti.
Dal 1928 al 1947 Pogno fece parte con Pella e San Maurizio d’Opaglio del Comune di Castelli Cusiani. Durante la Guerra di Liberazione il paese subì, in diverse occasioni, rastrellamenti nazi-fascisti.
Nel dopoguerra la lavorazione dei rubinetti, invertì il fenomeno migratorio, molti forestieri vi si stabilirono e furono occupati nelle fabbriche.
Nel 2004 con i libri lasciati in eredità da Riccardo Bauer, fu istituita in Pogno una biblioteca pubblica intitolata a suo nome che trovò sistemazione nei locali della sala polivalente creata nell’edificio delle vecchie scuole elementari. Collegata al Centro Rete del Sistema Bibliotecario del Medio Novarese, che fa capo alla Fondazione Marazza di Borgomanero, dal 2017 dispone di una nuova sede nei locali della vecchia sede comunale.
Deve la sua origine al controllo delle vie d’accesso al lago d’Orta provenienti dalla Valle Sesia. Le prime tracce storicamente provate risalgono agli ultimi secoli del primo millennio, quando fu edificato un “castrum” di cui rimane la cinta muraria. Dopo la costituzione della Riviera di San Giulio, nel 1328 fu eretta la parrocchia che dipendeva dalla Pieve di Gozzano.
Per disposizione del Concilio di Trento nel 1565 si incominciò a redigere i libri parrocchiali che documentano l’evolversi della popolazione. Già a quei tempi era diffuso il fenomeno dell’emigrazione per motivi di lavoro. Con le rimesse dei migranti agli inizi del Seicento fu edificata la chiesa di Santa Caterina e ampliata la chiesa parrocchiale di San Pietro.
Il 6 luglio 1636, il paese, preventivamente evacuato, fu saccheggiato e dato alle fiamme da truppe franco- piemontesi.
Nel 1640 un lascito testamentario permetteva al cappellano di Santa Caterina di far scuola ai fanciulli.
Nel 1672 a Prerro fu istituita, su suggerimento dei migranti a Roma, la Compagnia della Morte che dopo una lunga diatriba con il parroco di Pogno portò nel 1791 alla costituzione della Parrocchia di San Bernardo d’Aosta che fu attiva fino al 1986. Nei primi anni del Settecento dalle catacombe di Roma furono trasferite le reliquie di san Prospero a Pogno e di san Bonifacio a Prerro.
Nel 1751 fu edificato il nuovo campanile della chiesa parrocchiale. L’avvenimento provocò non pochi contrasti perché gli uomini di Prerro, che da tempo chiedevano l’istituzione della parrocchia, non vollero contribuire alla realizzazione dell’opera e gli abitanti di Berzonno per protesta non vollero più condividere il Santo Patrono con Prerro e passarono a San Bernardo da Chiaravalle.
Il periodo napoleonico portò alla fine del potere vescovile e la Riviera di San Giulio passò ai Savoia e anche cittadini di Pogno parteciparono alle guerre risorgimentali.
Nel 1847 si era incominciato a estrarre il granito dalle cave di Alzo e molti contadini si impiegarono come minatori e scalpellini. La crisi di fine secolo costrinse gli scalpellini all’emigrazione e favorì l’inizio della lavorazione dei rubinetti.
La tradizione vuole che a proporre ai concittadini questa nuova attività, sia stato il sig. Pietro Piralla nativo di Pogno ed emigrato a Milano dove era diventato capo-officina in un’industria meccanica: la Gallieni & Viganò. Invitando i propri dirigenti a godersi nei pochi giorni di vacanza, la salubrità del clima e la bellezza dei luoghi di Pogno, fece loro apprezzare la disponibilità e la predisposizione della gente del luogo per la lavorazione dei metalli e li convinse a fornire alla loro iniziative artigianali la lavorazione di parti e accessori per rubinetti.
Dal 1928 al 1947 Pogno fece parte con Pella e San Maurizio d’Opaglio del Comune di Castelli Cusiani. Durante la Guerra di Liberazione il paese subì, in diverse occasioni, rastrellamenti nazi-fascisti.
Nel dopoguerra la lavorazione dei rubinetti, invertì il fenomeno migratorio, molti forestieri vi si stabilirono e furono occupati nelle fabbriche.
Nel 2004 con i libri lasciati in eredità da Riccardo Bauer, fu istituita in Pogno una biblioteca pubblica intitolata a suo nome che trovò sistemazione nei locali della sala polivalente creata nell’edificio delle vecchie scuole elementari. Collegata al Centro Rete del Sistema Bibliotecario del Medio Novarese, che fa capo alla Fondazione Marazza di Borgomanero, dal 2017 dispone di una nuova sede nei locali della vecchia sede comunale.